La storia non insegna nulla

5 dicembre 2011

DI GIORGIO FIDENATO

A fine 2008 si cominciò a percepire che la situazione economico-finanziaria mondiale stava degenerando.

Per un libertario come me, e tanti altri che frequentano questo sito, questa crisi è la prova provata di quanto si andava dicendo da molto tempo e cioè che la manipolazione da parte dei governi, insieme alle banche centrali, della moneta e degli strumenti finanziari in generale, prima o poi avrebbe portato a quel risultato.

Badate bene: molti oggi dicono che avevano già previsto tutto molto tempo addietro. Penso ai Benetazzi vari o a coloro che criticavano la società occidentale come un male assoluto in quanto troppo attaccata ai valori materiali della vita. Ma se andiamo a scavare nel profondo le argomentazioni da questi sviluppate per sostenere le loro tesi, troviamo essenzialmente che, accanto ad una superficiale lettura dei dati macroeconomici che ha permesso loro di prevedere un collasso imminente, c’è una totale mancanza di cognizione delle vere ragioni che stanno alla base di questo travaglio economico che stiamo vivendo.

A quel tempo, nonostante frequentassi già da 7-8 anni il libertarismo, non avevo ancora appieno capito la portata della teoria austriaca, cioè non avevo ancora completamente assimilato la sua straordinaria capacità di interpretazione dell’evoluzione economica umana e, qualora l’interventismo statale ne avesse impedito la sua piena e completa estrinsecazione, la sua straordinaria capacità di prevedere l’evolversi verso una situazione di crack up boom.

A quel tempo non conoscevo ancora Francesco Carbone e non ebbi modo di leggere quei saggi che oggi fanno parte del libro “Prevedibile ed Inevitabile”. Se uno legge questo testo può solo affermare che non solo Carbone è un libertario, ma che egli soprattutto è un rigoroso economista austriaco che in tempi non sospetti aveva capito dove questa manipolazione avrebbe portato (da cui appunto il suo azzeccato testo Prevedibile ed inevitabile).

Quello che voglio qui raccontare è stata l’esperienza che io ho provato nel leggere a fine 2008, quando la crisi si era appena annunciata nella sua piena disastrosa azione, il testo di Murray Newton Rothbard intitolato “La grande depressione”.

Questo straordinario autore, partendo dalla più rigorosa applicazione della teoria austriaca di economia, andò a ricercare, nelle statistiche dei dati economici tenute dallo Stato americano, la prova della correttezza di quanto Ludwing von Mises aveva teorizzato. Chi ha la pazienza di leggere il libro trova snocciolate tutte le prove statistiche della correttezza della teoria austriaca del ciclo economico.

Ma quello che più mi ha sorpreso nel leggere quel libro è che la storia non insegna niente.

Infatti Rothbard oltre a provare con i numeri ciò che stava argomentando, fece anche una ricerca giornalistica delle affermazioni che i politici, a capo delle istituzioni americane incaricate di risolvere la crisi, fecero per rassicurare la pubblica opinione sulla bontà e sulla efficacia delle misure che di volta in volta prendevano per raddrizzare la situazione. In particolare mi colpirono le affermazioni fatte nel 1930-1931 dal Presidente Hoover, che rassicurava gli americani che le soluzioni prese, in perfetto stile keynesiano, sarebbero state risolutive.

I fatti, alla luce della storia, invece dimostrarono esattamente il contrario. Dopo un primo periodo di tamponamento e di ripresa (con in particolare riferimento a misure di interventismo su lavori pubblici, su stampa di moneta, su protezione dei salari effettivi, sulle azioni di stimolo degli investimenti), la situazione negli anni 1932 e 1933 precipitò (ricordiamoci la repubblica di Weimar). In particolare Rothbard riporta proprio alcuni titoli di giornale dell’epoca che volevano infondere ottimismo e, subito dopo, mostra impietosamente come la situazione economica si evolse nel senso di un ulteriore collasso.

Come dicevo sopra, la storia non insegna niente. Infatti i nostri politici, quando scoppiò la crisi nel 2008, si affrettarono a dire che l’Europa era più al sicuro di USA e Gran Bretagna e che, nell’ambito dell’Europa, l’Italia era più al sicuro di tutti gli altri perché le nostre banche, si diceva, non avevano adottato un modello finanziario altamente speculativo di tipo anglosassone ed erano più stabili e sicure, addirittura di quelle francesi e tedesche che erano fortemente indebitate con la Grecia.

I fatti di questi giorni ci mostrano esattamente il contrario di quanto hanno detto!

I nostri politici, assecondati da una masnada di giornalisti che in malafede, hanno dimostrato tutta la loro grassa ignoranza. Infatti l’euro è sull’orlo del fallimento e il sistema bancario è in completo disfacimento.

Per testimoniare quante balle raccontano i nostri politici e giornalisti, dal 2008 sto facendo una raccolta quasi quotidiana dei titoli de “Il Sole 24 ore”. Non c’è spazio ora di riportare le affermazioni fatte dalla casta, ma leggendo questi quasi 3 anni di titoli, si possono già vedere tutte le balle che i politici ci hanno raccontato. L’incapacità o la malafede dei politici, e dei giornalisti, potrebbe essere oggetto di una tesi di laurea se un valido giovane di orientamento liberale un giorno volesse cimentarsi.

Ma quello che mi preme sottolineare è che, quanto sta proponendo Monti, non serve assolutamente a niente. Chi ha la pazienza di leggere il libro di Rothbard, può capire immediatamente che quanto va decidendo l’attuale presidente del Consiglio ci porterà direttamente nel baratro, continuando a farci vivere in uno stato di agonia perenne.

A questo scopo, insieme a Facco, all’inizio del 2009 redigemmo un prontuario di azioni (SCARICALO SOTTO)  tratto dal libro di Rothbard da prendere nell’immediato per ripristinare una sana economia e per far uscire il più presto possibile il sistema economico da questa situazione disastrosa in cui stiamo vivendo. Questo programma di azioni lo inviammo a tutti i politici nostrani, dai consiglieri regionali al parlamento. Potete solo immaginare quale fu l’accoglienza. Dopo quasi 3 anni possiamo però dire che avevamo visto giusto e l’aggravarsi della situazione economica testimonia la correttezza delle ricette austriache per uscire velocemente da questo situazione.

Come auspicio finale spero che, chi si sente libertario in questo tragico momento storico che stiamo vivendo, non molli. Anzi, questa grande quantità di bugie che i politici raccontano, dovrebbe stimolarci ad essere più rigorosi e più combattivi. Dovremmo tutti adottare la locuzione di Virgilio e che Ludwing von Mises aveva sempre sulla sua scrivania: “Tu ne cede malis, sed contra audentior ito (Non cedere al male, ma opponiti ad esso con maggiore coraggio)”. Dobbiamo essere tutti più preparati, più rigorosi e inflessibili. Un mondo migliore è possibile: lo Stato deve uscire dalle nostre vite e dobbiamo affidare al mercato la soddisfazione dei nostri bisogni. Dobbiamo dimostrare, con il rigore delle idee e la forza delle azioni, che non scherziamo, che noi abbiamo ragione perché proponiamo l’unico precetto che deve essere dogmaticamente rispettato: nessuno può aggredire la persona e la proprietà altrui. Dobbiamo pretendere il ripristino di una sana economia basata sul principio di non aggressione e sul rispetto dei diritti di proprietà.

Il resto son inutili pannicelli caldi.

http://www.movimentolibertario.com/2011/12/05/la-storia-non-insegna-nulla/


L’altalena dell’oro

28 settembre 2011

DI JHONNY CLOACA

Paura? Non dovreste. Era stato ampiamente previsto che l’oro avrebbe affrontato una volatilità davvero selvaggia. Quindi se vi state domandando se accadrà ancora, sì, accadrà ancora. Adesso bisogna indagare se questa volatilità è stata indotta oppure è stato il mercato a far impazzire il mondo dell’oro e dell’argento. E’ inutile nascondervi che la manipolazione c’è stata, ed anche volontaria. In un mercato come quello in cui siamo immersi è “normale”. I gruppi di potere sanno l’importanza che ricopre l’oro, ma hanno bisogno di molto tempo per accumularne in quantità enormi e perpetrare nel frattempo la truffa del sistema fiat. Ma non solo. Hanno svolto il loro compito, ma c’è stato dell’altro.

E vedendo che molte persone sono andate letteralmente nel panico, ho iniziato a fare le mie indagini e cercare delle risposte. Il mercato, in fin dei conti, è bello anche per questo; si possono vedere tutti gli attori che prendono le loro decisioni in modo da salvaguardare i propri asset. E in questo ambiente abbiamo avuto una leggera ripresa del dollaro. Perché? Perché l’Unione Europea sta cadendo a pezzi, ed in momenti di crisi non ci si affida a sé stessi bensì al “più forte” che in questo caso è il dollaro. Gli investitori spaventati si sono rifugiati sotto la capanna dello zio Tom, dando fiducia al FOMC ed a Bernanke affinché li salvassero dalla tempesta europea.

Infatti, qualche settimana fa su tutti i giornali e telegiornali capeggiava la notizia dell’oro a $2500 entro fine anno. Che significa? L’esca per i polli. Hanno fatto entrare più giocatori possibili affinché comprassero a prezzi alti e poi dare la mazzate una volta che il prezzo sarebbe stato guidato in basso. Panico ed enormi vendite. L’unica soluzione “fidata” rimaneva il dollaro. State in guardia, se possedete azioni sull’oro, ogni qual volta i media mainstream iniziano a consigliare l’acquisto d’oro o a tesserne le lodi. Il fatto è che i pianificatori centrali stanno cercando di far andare ancora avanti questo sistema truffaldino generando enorme volatilità in questi mercati.

Discorso diverso per chi invece possiede oro fisico. Mentre il mercato azionario è guidato da molti speculatori sul prezzo (hedge fund, possessori di enormi quantità di denaro, giocatori dediti alla leva finanziaria), il mercato fisico è guidato dalle persone comuni che vogliono risparmiare e non intendono ricoprirsi di carta straccia per proteggere i propri risparmi, dato che i tassi d’interesse per il dollaro sono sottoterra e la stampante sforna carta da cesso a manetta.

Loro incrementeranno i loro possedimenti d’oro. E’ così che funziona la domanda, se qualcosa costa meno entreranno più giocatori. Non preferireste comprare oro a $1600 l’oncia piuttosto che a $1900?

Questa volatilità sarà utile per sbattere fuori dal mercato tutti coloro che hanno investito in oro a breve termine, solo per il prezzo.

Altro punto fondamentale per la caduta di prezzo dell’oro è stata la decisione dello zio Ben di non optare per un QE3 e semplicemente adoperare un processo di “sterilizzazione”. La FED ha annunciato che intende acquistare, fino alla fine di Giugno del 2012, $400 miliardi in titoli del Tesoro con maturità che vanno dai 6 anni ai 30 anni e vendere una quantità simili di titoli del Tesoro a scadenza di 3 anni. Questa mossa di sterilizzazione non influenzerà la crescita di denaro. Morale della storia: la bolla obbligazionaria continuerà ad essere alimentata (spingendo in giù i tassi a lungo termine che a loro volta aumentano il prezzo a lungo termine dei titoli del Tesoro). Questa decisione ha spiazzato gli investitori che hanno riguadagnato fiducia nel dollaro.

Infatti, leggendo un’intervista di Michael Pento:

Ci sono due ragioni per cui il mercato dell’oro, e in effetti l’intero settore delle materie prime, è crollato la scorsa settimana. Prima di tutto, il contraffattore capo, Ben Bernanke, è riuscito a deludere il mercato dell’oro decidendo di sterilizzare gli acquisti di bond alla fine della curva dei rendimenti.

Compensando gli acquisti di buoni del Tesoro a breve termine con vendite di titoli di durata inferiore, Bernanke non aumenterà l’offerta di denaro o diluirà la valuta in misura maggiore di quanto ne abbia già fatto nell’attuare “l’Operazione Twist”.

Ma non fate errori, l’economia globale sta vacillando ed il QE III non è lontano. Tuttavia, il mercato dell’oro si aspettava la FED avesse fatto di più in termini espansionistici durante questo incontro di due giorni — come smettere di pagare gli interessi sulle riserve in eccesso. […]

Pertanto, nel breve termine, ci saranno vendite aggressive su tutte le merci. In secondo luogo, e questa è una mia ipotesi in questo frangente, ma credo che gli stati sovrani in Europa che stanno flirtando con l’insolvenza hanno fatto ricorso a vendite massicce d’oro nel mercato aperto.

Quando sotto pressione, questi paesi sono costretti a scaricare quello che possono, e semplicemente non c’è un altro asset come l’oro e le materie prime che abbia ottenuto risultati migliori negli ultimi dodici anni.

Ma la buona notizia qui è che l’oro si sta muovendo da pochissime deboli mani, verso gruppi più diffusi. In definitiva, ciò sarà utile per i prezzi dell’oro nel lungo periodo e questa vendita recente dovrebbe essere un’opportunità per gli investitori per accumulare una posizione più sostanziale.

 

http://www.movimentolibertario.com/2011/09/28/laltalena-delloro/


Libertà

12 febbraio 2009

di John Pollock

L’epoca in cui la civiltà occidentale sta lentamente sprofondando, legge dopo legge, decreto dopo decreto, si avvia crudelmente e tragicamente a prendere le forme deliranti di quell’incubo totalitario e disumano che George Orwell ha magistralmente dipinto nella sua famosissima opera: 1984. La forza con cui i politici delle maggioranze parlamentari ci opprimono, in ogni Stato del mondo, tiene sempre meno conto di un concetto fondamentale: gli uomini sono tra loro, presi singolarmente, l’uno diverso dall’altro. Non è questione di colore dei capelli o degli occhi, della lingua parlata o della cultura di appartenenza. Ognuno di noi, in modo personale, ha gusti e inclinazioni diverse, ha approcci verso il mondo del lavoro e della cultura estremamente relativi e diversi, l’uno dall’altro. Anche all’interno di una famiglia omogenea e unita, dove prevale un certo tipo di cultura, non si troverà mai un padre che la pensa esattamente come un figlio, una nipote che la pensa e la fa uguale alla la zia, una moglie che la pensa come il marito. La cultura Liberale, quella classica che si rifà agli insegnamenti di Locke e Smith, di Von Mises e Rothbard si è sempre posta a difesa delle libere scelte dell’individuo, sia in campo sociale che in campo economico, nondimeno in campo sessuale. Se la nostra Libertà finisce dove inizia quella di un altro, si deve presumere un luogo fisico, dove la nostra Libertà Individuale, il nostro campo d’azione privilegiato, costruito a nostra immagine e somiglianza inizi, e dove poi essa finisca. Questo luogo è la Proprietà Privata, dagli albori della storia, dall’epoca in cui gli uomini decisero di coltivare le terre anziché depredarle. Nella Proprietà Privata, nella nostra casa, nella nostra officina, nel nostro garage, nel nostro orto, nel nostro campo di patate, inizia la nostra Libertà e li dove inizia il campo di grano del nostro vicino essa termina. Fa dunque drizzare i capelli l’ultima trovata del decrepito, anacronistico, socialistegiante governo inglese: è notizia di questo di giorni che la polizia può ora entrare dentro casa e verificare i comportamenti sessuali dei sudditi inglesi. Come ho già accennato tutto ciò rimanda all’incubo che Orwell descrisse nel suo romanzo ambientato in una realtà dove il mondo, suddiviso in tre sfere d’influenza politica, ha decretato la fine della Libertà individuale e l’annientamento della sua naturale estensione: la Proprietà Privata, il luogo dove può naturalmente compiersi e manifestarsi la scelta di vita di ogni uomo e ogni donna. L’attuale governo inglese, guidato dal controverso Primo Ministro Gordon Brown, capo del Partito Laburista Inglese, è alla guida di una maggioranza parlamentare Laburista, quindi Socialista o Socialdmocratica. Con l’articolo 63 del Criminal Justice Act del 2008, approvato all’unanimità dalla Camera dei Comuni e che si appresta a entrare in vigore il 26 gennaio, si apre nel Regno Unito, luogo dove guarda caso è ambientato il romanzo incubo di Orwell, l’ultimo spietato, violento, indicibile, nauseante attacco alla Libertà Individuale e alla Proprietà Privata, il luogo dove ogni uomo dovrebbe e potrebbe trasformare in realtà i propri sogni. Lo stesso articolo, quattro secoli dopo, resuscita il puritanesimo e trasforma il Paese nel quale la libertà individuale è sempre stato un assioma di cui i sudditi inglesi sono stati infinitamente orgogliosi, in un paese dove perfino le fantasie sessuali, messe in atto dentro casa, saranno sanzionate: saranno punite con il carcere fino a tre anni tutte quelle fantasie e quegli atti sessuali ritenuti “estremi” dal governo Socialista Inglese. Il pacchetto che introduce il proibizionismo in camera da letto è di una severità mortale: la legge proibisce il possesso di immagini pornografiche che siano “gravemente offensive, disgustose o comunque di carattere osceno”. E per la prima volta succede che chi risponderà delle conseguenze penali non sarà il produttore delle immagini e degli strumenti dell’amore, ma il detentore. La legge è stata approvata all’inizio di quest’anno e solo alla camera dei Lord, quella paradossalmente più incline alla rinascita di certe tradizioni conservatrici, ha incontrato una forte opposizione. Come quella del Liberaldemocratico Miller, che ha messo in guardia dal pericolo di criminalizzare chi guarda semplicemente anche un generico film pornografico. Sui giornali appaiono critiche severissime, come quella dell’Independent: “È una cattiva legge che trae un principio generale da un caso specifico, che lascia aperte molte possibilità di interpretazione e che limita la libertà di adulti consenzienti di praticare sesso non convenzionale, ma in modo se non desiderabile, comunque accettabile”. In Inghilterra la necrofilia e la pratica con gli animali sono già sanzionate dalla legge. “Il rischio – dice Claire Lewis, attivista di un’associazione che difende le pratiche sessuali sado-maso – è che migliaia di persone comuni siano criminalizzate. Noi pensiamo che le immagini di attività violente non consensuali vadano vietate, ma questa è una legge oltraggiosa, secondo la quale chi guarda certe immagini si trasforma automaticamente in un violentatore”. “Backlash”, un altro gruppo, ha già ingaggiato uno dei migliori studi legali di difesa dei diritti umani per sostenere chi verrà arrestato in base al Criminal Justice Act. E tra chi combatte la nuova legge c’è il fotografo Ben Westwood, figlio della stilista Vivienne, che spesso ritrae persone bendate e legate: “Non credo sia un compito del governo intromettersi nella sessualità delle persone”. Il danno maggiore, secondo il mio parere, quello di un vero Liberale, è che lo Stato, qualsiasi Stato pur definendosi Democratico, col passare del tempo e in modo lento e strisciante, finisca sempre con il rosicchiarci spazi di Libertà e dignità, in modo continuativo. Il rischio è che si finisca quasi certamente nella devastante involuzione sociale che ci conduce nella rinuncia alla Libertà Individuale e alla Proprietà Privata. Il corso che il governo Laburista di Brown ha innescato è quello che ci consente di temere leggi ancora più restrittive. Leggi che verranno esportate anche in Italia. Leggi che ci porteranno verso l’incubo Socialista narrato da Orwell. Leggi che porteranno un giorno a vederci dei poliziotti in camera da letto, che staranno a verificare in che modo facciamo l’amore con nostra moglie e cosa gli sussurriamo all’orecchio. Leggi che annulleranno per sempre la dignità personale di chi ha costruito mura solide per tenere calda e al sicuro la propria famiglia. Leggi che daranno e anzi stanno ormai dando uno stop definitivo al concetto di Proprietà privata. Dio non voglia, ma ho paura che un giorno i poliziotti, o i finanzieri, dopo averci depredati dei nostri averi tramite l’uso disumano dei mezzi tributari pretenderanno nostra moglie o i nostri figli come tassa. Un po’ come quando il Duce pretendeva gli anelli nuziali, d’oro, per sostenere economicamente la patria. Quel giorno l’uomo non sarà più un uomo.


Hello world!

4 febbraio 2009

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